Un forte momento di aggregazione delle aziende del settore turistico-nautico in uno dei momenti più critici della loro storia.
- Significativa presenza interregionale
- Elevata rappresentatività
- Intensa coesione degli operatori stretti attorno a una prospettiva comune
Ainud ha organizzato a Roma lo scorso 18 gennaio un convegno, per fare il punto della situazione del turismo nautico e analizzare alcune possibili soluzioni per uscire dalla crisi del settore. Hanno partecipato numerose aziende associate e non, provenienti da molte regioni, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Sardegna alle Marche, dal Veneto alla Toscana, dall’Emilia alla Campania.
Francesco Di Manno, di TCT, presidente, Marzia Nostini, di Verde Blu, vice-presidente, Antonio Barabino di Cruising Charter, consigliere, Simone Morelli di North Sardinia Sail, Corrado Di Maio di Equinoxe Yachting, Marcello Porciani del Gruppo Nautico Italiano hanno esposto i dati economici più rappresentativi di un settore più che mai attivo e meritamente significativo, confermando un consolidato giro d’affari che, anche se intaccato dalla situazione critica generale, non deve assolutamente essere trascurato dal Governo e men che mai penalizzato da iniziative fiscali inutili e controproducenti come la famigerata “tassa Soru” del 2006, che invece che portare denaro utile alla regione Sardegna ha fatto diminuire il traffico del turismo nautico del 50%.
In particolare, anche se la legislazione alla quale il comparto deve fare riferimento appare indissolubilmente legata dalla nautica commerciale/mercantile, le attività e i servizi che le società di charter forniscono alla clientela, hanno strette analogie con quelle del turismo, con particolare riferimento all’ospitalità alberghiera. Infatti, se i dati relativi alla locazione e al noleggio di unità da diporto vengono tradotti nel numero di presenze turistiche giornaliere, i risultati sono di tutto rispetto, evidenziando importanti benefici economici per l’indotto (ristorazione, commercio al dettaglio, porti, ecc.).
Nel corso delle relazioni e del dibattito che ne è seguito sono emerse necessità prioritarie che sono riassumibili nei seguenti punti:
Le aziende turistico-nautiche che offrono o creano recettività su imbarcazioni da diporto o natanti in genere e nel caso specifico delle compagnie di charter utilizzano tali mezzi come strumentali e per accoglienza turistica, dovrebbero essere accorpate in un unico settore.
Queste aziende necessitano:
- l’inquadramento unico come imprese turistiche;
- l’inquadramento unico degli addetti ai lavori;
- una regolamentazione fiscale unica; una contrattualistica in tema di lavoro e rapporti di lavoro dipendente che corrisponda alle caratteristiche del lavoro anche stagionale e di impostazione turistica;
- una revisione delle normative riguardante i titoli professionali del diporto tendente a una semplificazione e a una qualificazione professionale adeguata al ruolo effettivamente svolto che ha e deve avere una base di cultura turistica e marinara, ma non rientrare necessariamente nella categoria “gente di mare”;
- una revisione degli strumenti contrattuali come locazione e noleggio alla luce delle necessità reali e non costrette dalla normativa stessa, tenendo conto della profonda distanza tra attività mercantile, passeggeri e diporto turistico-nautico;
- la possibilità di accedere in via prioritaria al rilascio di concessioni demaniali di specchi acquei protetti e di spazi a terra adiacenti, per poter investire in strutture ricettive permanenti e di basso impatto ecologico, possibilmente in aree urbane costiere e insulari e/o limitrofe a parchi marini, raggiungendo il duplice obbiettivo della riduzione e ottimizzazione dei costi di gestione delle flotte e il ritorno alla competitività sui mercati internazionali;
- la creazione di un meccanismo di tracciabilità dell’azienda attraverso il numero dei turisti ospitati e trattati;
- centri di formazione per operatori turistico-nautici con il rilascio di titoli attraverso programmi e approfondimenti attinenti alle vere attività svolte;
- linee guida nazionali che possano trovare accoglienza nelle regioni interessate da questo settore in espansione e crescita.
Tutto questo comporta un reale risveglio delle aziende e un utilizzo possibile di Ainud come strumento politico con il quale portare avanti le proprie istanze. Il percorso fino a oggi seguito dall’Asociazione ha dovuto tralasciare una politica di assistenzialismo e ha privilegiato una ricerca di struttura sulla quale fondare le basi di un rinnovo.
Ainud aspetta i suoi Associati e in generale tutti gli operatori del turismo nautico al suo stand al Salone del Mare di Roma Big Blu il giorno 19 febbraio dalle ore 14 per ascoltare ancora una volta la voce diretta degli operatori, per non confonderla nel chiacchiericcio, ma strutturarla su obbiettivi e istanze comuni.
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