Il Codice del Diporto, D.L. 171 del 18 luglio 2005, come molti di voi sanno, è il nuovo testo legislativo di riferimento in tema di diporto, entrato in vigore il 15 settembre dello stesso anno. Esso è il risultato dell’abrogazione parziale o totale di alcune delle vecchie leggi storiche nel diporto, una per tutte la legge numero 50 del 1971, e dell’opera di riunificazione, come in un testo unico, della regolamentazione del diporto, che fino ad allora era rimasta disgregata e quindi difficilmente applicabile ed interpretabile, tra varie leggi dello Stato e il Codice della Navigazione. Il risultato finale di questo lavoro è stato definito da noi dell’AINUD positivo ma migliorabile: positivo perché la semplificazione normativa porta inesorabilmente ad una più facile applicazione della legge e quindi ad un maggior rispetto delle regole; migliorabile, perché è evidente che il testo, ad una attenta analisi, è carente laddove era necessario l’apporto delle categorie professionali ed aziendali coinvolte, che invece non sono state a sufficienza ascoltate.
A più di un anno dalla sua entrata in vigore, purtroppo il Codice del Diporto non ha ancora il suo Regolamento d’attuazione, oltre a non aver ancora subito quegli aggiustamenti necessari a soddisfare in maniera più seria e completa le esigenze delle categorie professionali coinvolte. Già dall’aprile scorso, in occasione di un incontro presso il Ministero delle Infrastrutture, AINUD aveva anticipato la necessità di apportare modifiche importanti sia al Regolamento d’Attuazione in quell’occasione presentato dal Ministero in bozza, sia al testo del Codice, per esempio in tema di regolamentazione delle patenti nautiche per i cittadini esteri e di lotta al fenomeno dell’abusivismo.
A giugno 2006 AINUD ha quindi inviato al Ministero, come da prassi, le proprie note di integrazione e modifica al Regolamento d’Attuazione del Codice del Diporto e al testo del Codice, contenenti le proposte più urgenti attinenti al nostro lavoro di accoglienza turistica, oltre ad una serie di linee guida da adottare per eventuali successive rielaborazioni dei testi normativi in materia.
Queste in sintesi le nostre proposte inviate al Ministero:
Inserimento di un comma aggiuntivo all’ART.1) che preveda una “navigazione di servizio”, che consenta agli operatori di utilizzare le unità da diporto anche oltre i contratti di locazione e noleggio, come i trasferimenti, le prove di navigazione, le uscite promozionali, ecc.
Inserimento di un comma aggiuntivo all’ART.1) che preveda la sottoscrizione dell’inventario di bordo da parte del locatario e la relativa assunzione di responsabilità, non estensibile ai vizi occulti della stessa o a fatti causati da difetto di manutenzione straordinaria, non conoscibili con buona perizia marinara.
Inserimento di un comma aggiuntivo all’ART.1) che preveda un contratto di arruolamento temporaneo, senza forma scritta ad substantiam, per lo skipper della locazione; questo anche con riferimento alla circolare ministeriale in merito del 20.04.2005, n° protocollo 30645.
L’inasprimento delle sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di locazione e noleggio che preveda in tutti i casi un sequestro minimo dell’unità di 30 giorni.
Allargare la possibilità di utilizzare la propria patente nautica (equipollente per tipo di abilitazione) nelle nostre acque nazionali a tutti i cittadini esteri, non limitando questo riconoscimento solo a quelli della U.E.
Cancellazione del comma 4) dell’ART.1) che prevede nuovamente la dichiarazione d’armatore in caso di leasing, quando nel testo del Codice (art. 16) questa era stata sostituita dall’identificazione del cosiddetto utilizzatore, cancellando finalmente l’onerosa procedura presso la Capitaneria competente e l’Agenzia delle Entrate.
Cancellazione parziale del comma 1) dell’art.7), dove prevede la registrazione, presso l’Agenzia dell’Entrate, dei contratti di leasing. Essa infatti, oltre a generare un inutile aggravio di costi e burocratico, non trova fondamento neanche nel Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro.
Esaurita l’urgenza di dare al Ministero gli emendamenti di cui sopra nei termini, l’AINUD stà continuando ad elaborare una visione di più ampio respiro di tutto il comparto turistico nautico, di cui una sintesi è già sui tavoli dei Ministeri competenti come linea guida da utilizzare per eventuali prossime modifiche o nuove azioni normative. |