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 Associazione Italiana Noleggio Unita da Diporto
 
Seconda Giornata Nazionale del Charter
Roma 14 dicembre 2005
gli interventi
Antonio Barabino - presidente AINUD
Verso la normalizzazione del settore:
regole, qualità, portualità e mercato

Gentili colleghe, gentili colleghi,
in qualità di Presidente dell’AINUD, Vi ringrazio anzitutto per la Vostra partecipazione qui a Roma, alla 2° Giornata Nazionale del Charter, che vuole essere un appuntamento abituale di confronto e di scambio tra tutti gli operatori del settore.

Il processo di normalizzazione che io ho sempre auspicato all’interno del comparto turistico e più in generale di quello dei servizi, pare si sia davvero messo in moto, anche se con una lentezza a volte estenuante. I segnali ci sono: le nuove normative in materia di diporto e titoli professionali ad esso
relativi; l’esigenza di una certificazione di qualità che identifichi e cataloghi le imprese secondo parametri certi e obiettivi; l’esigenza di un dialogo dedicato, specifico ed alternativo con i fornitori di portualità, privati o pubblici; le nuove regole del mercato, ormai modellate sempre più sulle nuove tecnologie ed in particolare su internet.
Tutto questo tende a sottrarre il charter ad una posizione di totale incontrollabilità e deregulation.
AINUD sta lavorando per mantenersi parte attiva di questo importante processo di cambiamento, con la specificità che le è sempre appartenuta di libera associazione di categoria, asservita a nessun interesse particolare o di parte, se non quello dei propri operatori e dei propri utenti, così come sancito dal suo statuto.

Le Regole: una normalizzazione passa anzitutto attraverso delle previsioni normative specifiche: il pensiero di tutti andrà subito alle due grandi protagoniste della scorsa estate: la legge sui titoli professionali del diporto per il noleggio, e quella istitutiva del cosiddetto Codice del Diporto. La prima ha dato un forte scossone all’ambiente dei comandanti e del personale di bordo, prevedendo severi requisiti per conseguire le varie abilitazioni previste; la seconda ha invece suscitato una generale delusione negli addetti ai lavori, i quali ritengono il nuovo Codice privo di contenuti e cambiamenti sostanziali rispetto alle normative precedenti. Io inquadro l’argomento in un’ottica di lungo periodo, e, contrariamente alla maggioranza degli operatori ed esperti del settore, con spirito positivo. Ora che le due norme sono entrate in vigore, vedo anzitutto ciò che prima non c’era e che da molto richiedevamo a gran voce: un segnale forte di considerazione da parte delle istituzioni.

Nell’analizzare le nuove regole, soprattutto quelle dei nuovi titoli professionali, mi rendo conto che sarebbe opportuno correggere ed integrare, e molte delle nostre energie da adesso dovrebbero essere impiegate proprio per contribuire alla stesura di regolamenti d’attuazione, se non addirittura di proposte di variazione, ma una cosa è certa: iniziare a normare in maniera specifica e seria il nostro settore era ormai necessario. Con riferimento al nuovo Codice del Diporto, la mia opinione è che esso sia comunque un passo avanti nell’ottica del testo unico. Anche se è vero che molte delle norme che riguardano la locazione e il noleggio non hanno portato grandi cambiamenti sostanziali, è già importante che queste vengano definite e regolate in sede unica ed esclusiva; per ricavarne la disciplina non è più necessario consultare tre o quattro leggi differenti, oltre al Codice della Navigazione e al Codice Civile.
Questo lo ritengo un traguardo molto importante, poiché il ginepraio normativo in vigore fino a qualche mese fa è stato l’artefice dell’ignoranza dei principi e fondamenti della nostra professione non solo nella cultura generale, ma anche in un numero troppo elevato di addetti ai lavori. Utilizzo commerciale delle unità da diporto, definizioni di Locazione e Noleggio, forme contrattuali previste, obblighi delle parti, esercizio dell’attività da parte dello straniero, esercizio abusivo della professione, sono alcuni dei punti sanciti, sintetizzati e approfonditi meglio dal nuovo Codice, alcuni dei quali erano comunque assenti nella vecchia normativa.
Questa nuova legge quindi, sicuramente migliorabile, costituisce comunque a mio parere un importante e prezioso punto di partenza per la regolamentazione del nostro settore; un salto di qualità che ci fa emergere dalle paludi dove poche e vaghe norme galleggiavano troppo diluite per poter essere messe insieme e utilizzate al fine di identificare in maniera netta e definita le nostre attività.

La Qualità: per entrare di diritto in un mercato “normale”, non si poteva più rimandare l’identificazione di un sistema attraverso il quale le aziende potessero essere classificate in maniera oggettiva e standardizzata. La considerazione generale che ritengo opportuno fare è rivolta alle finalità di una siffatta certificazione: a mio avviso non è rivolta ai soli clienti, ma anche alle altre figure che interagiscono con l’operatore certificato, con particolare riferimento alle istituzioni e ai fornitori, per esempio i porti. Molti di voi si chiederanno che vantaggi porterebbe questo marchio nei rapporti con i marina: ebbene, a mio parere il charter, salvo rare eccezzioni, non gode di ottima reputazione presso le strutture portuali, essendo sinonimo spesso di disordine, andirivieni di tutti i tipi, furgoncini che fanno su e giù con carichi di lenzuola, di
vele, di motori fuoribordo. Tutto ciò spiazza e infastidisce quelle direzioni dei Marina maggiormente votate alla gestione statica e tranquilla, ma sterile, del posto barca del singolo privato. E’ come se si volesse un villaggio turistico fatto di sole ville, senza un market, un negozio o un centro servizi, per non avere il disturbo dei camion che scaricano le merci.

Una certificazione di qualità probabilmente spingerebbe i marina a guardare il charter in modo diverso, con più rispetto e considerazione, quella che si deve agli operatori economici seri, che creano ricchezza nel territorio in cui operano.
La Portualità: è un punto molto dolente; i posti barca scarseggiano e sono cari.

Il porto, sia esso turistico, cittadino o commerciale, è la sede operativa delle nostre attività, e paradossalmente nella maggior parte dei casi, ne è anche la componente più aleatoria e disagevole. La motivazione non va ricercata solo nella arcinota carenza di posti barca in italia, anche perché molti porticcioli turistici in realtà sono semivuoti per gran parte dell’anno, ma anche nella cultura e nella mentalità con la quale spesso questi posti barca vengono gestiti, che è ancora quella vocata al privato e alla speculazione immobiliare.

Questo, oltre ad essere un errore sotto il profilo della valutazione di impatto economico a lungo termine e causa della forte stagionalizzazione delle presenze, limita lo sviluppo di attività dinamiche, cioè di servizi come le nostre, che invece hanno bisogno di dialogare con le direzioni portuali per mezzo della stessa lingua, quella cosiddetta del “business to business”.

Si deve prendere coscienza una volta per tutte che noi siamo operatori che forniscono un servizio generando ricchezza, indotto, posti di lavoro, presenze alberghiere, e come tali dovremmo essere considerati. Tariffe esose, logistica e servizi carenti o inesistenti, barche di una stessa flotta sparpagliate in giro per il porto, sono situazioni ormai non più sostenibili da aziende che investono in mezzi e personale, che devono fare programmazione, e che quindi devono scegliere dove andare a produrre. I porti non possono più pretendere di ricavare l’equivalente del privato moltiplicato per le barche in flotta senza nulla offrire in cambio della plusvalenza che creiamo.

Questa situazione è anacronistica per le leggi di mercato e non porterà a nulla di positivo negli anni a venire se non modificata. Spero che questo fondamentale aspetto della nostra attività, possa essere analizzato finalmente in maniera seria con i nostri fornitori, i porti, in una logica di collaborazione sinergica, tesa a sfruttare in maniera ottimale le risorse di entrambe: basti pensare che noi siamo maggiormente sui posti barca in bassa e media stagione, mentre ne siamo quasi assenti in alta, per rendersi conto quanto bene potrebbero compenetrarsi gli interessi del charter con quelli della portualità. Ritengo inoltre auspicabile e necessaria in futuro, l’individuazione e la progressiva istituzionalizzazione nei porti, da parte delle Autorità Marittime, di aree dedicate ai servizi di locazione e noleggio assimilabili e/o integrate all’interno di quelle del transito pubblico.

Il Mercato: se il nostro settore sta cambiando rapidamente, la parte di esso che riguarda la commercializzazione del prodotto e il mercato sta subendo un’accelerazione ancora maggiore, che è quella caratteristica dello sviluppo delle nuove tecnologie ed in particolare di internet. Il panorama e gli equilibri delle contrattazioni commerciali sono in continua evoluzione, e impongono agli operatori rapidi adeguamenti.
La valenza delle fiere per esempio, è notevolmente diminuita, così come quella del rapporto personale con l’agenzia tradizionale di intermediazione del bareboat, che vede inesorabilmente diminuire i propri volumi di vendita a causa del contatto diretto cliente –
armatore, o dell’utilizzo dei numerosi portali web con possibilità di prenotazione on-line.

Da un lato questa è un’opportunità di ampliare i propri orizzonti di mercato e di far rientrare in valori normali e fisiologici le spese di commissione, notevolmente abbattute da questi nuovi sistemi di vendita al dettaglio; dall’altro il sistema che ne deriva è giustamente percepito dagli operatori come volatile e difficile da gestire, con riferimento soprattutto al fenomeno last-minute. Tutte caratteristiche comuni ormai ad altri settori, ai quali, in un processo di normalizzazione, inevitabilmente e a mio parere, fortunatamente, ci stiamo allineando.

Vi ringrazio


Indice degli interventi pubblicati
Antonio Barabino, presidente AINUD
Giovanni Cocco, Direttore Generale ISNART
Marzia Nostini, vicepresidente AINUD
Sante Quaglieri, consigliere AINUD
Michele Costabile, editore Yachts.it
 
A.I.N.U.D.
Associazione Italiana Noleggio Unita da Diporto
Member of European Board of Yacht Charter Associations