Associazione Italiana Noleggio Unita da Diporto
 

3a Giornata Nazionale del Charter
Roma , 13 Dicembre 2006

torna al programma


Intervento di Michele Costabile, editore di www.yachts.it
Istituzione di un
Osservatorio Nazionale del Turismo Nautico
Signore, signori,
ringrazio innanzitutto il Presidente Antonio Barabino e tutto il Consiglio direttivo dell'AINUD perché ancora una volta mi si offre l'occasione di poter parlare ad un pubblico così qualificato.

Collaboriamo ormai da anni ed insieme abbiamo raggiunto importanti obiettivi a vantaggio degli Operatoci Charter e dell'intero comparto turistico nautico.

Due anni fa, nel corso della prima Giornata Nazionale del Charter avevo chiesto all'AINUD di istituire un Marchio di Qualità per gli Operatori Italiani.
Non era una richiesta semplice, occorreva tantissimo lavoro ed importanti finanziamenti, sembrava difficile e lo era davvero ma oggi il Marchio di Qualità è cosa fatta ed esiste davvero. Questa volta, poiché non riesco mai ad accontentarmi, ho chiesto alla AINUD di aiutarmi ad istituire l'Osservatorio Nazionale del Turismo Nautico. Come dire: giochiamo al rilancio!
Creare un Osservatorio del Turismo Nautico non sarà certo più semplice né più economico, anzi... occorrerà un lavoro enorme per realizzarlo ma questo non mi spaventa troppo. So di poter contare su persone serie e preparate e su una grande riserva di energia, speriamo bene!

E adesso veniamo a noi perché oggi non sono venuto a raccontarvi come funzionerà l'Osservatorio bensì per quale motivo è nata questa idea.

Come molti di voi sanno io sono l'editore di uno dei maggiori portali nautici d'Italia. Posso dire che siamo simili, sono anche io un imprenditore del Settore, con una sola differenza, io non armo barche da charter, non sono un mediatore, non vendo e non conduco personalmente alcuna imbarcazione.
Il mio compito è quello di pubblicare le offerte che voi Operatori registrate autonomamente sulle mie pagine. Mi occupo di dare risalto e visibilità alle vostre offerte, metto in contatto gli uni con gli altri, veicolo informazioni, registro e diffondo quotidianamente lo stato di salute del settore.

Dalla mia postazione vedo scorrere ogni giorno fiumi di informazioni relative all'attività di ben 508 aziende tra Broker, Operatori charter e Scuole che pubblicano a vario titolo un totale di oltre 3.051 imbarcazioni proposte in locazione o a noleggio, messe in vendita o proposte come barche-scuola attraverso le offerte di charter, il booking on-line i notiziari aziendali e centinaia di offerte speciali di noleggio, locazione e vendita.

In una sezione separata ho raccolto 2.384 schede personali di Marittimi del Diporto che stanno lentamente migrando ad un nuovo database, molto più dettagliato, realizzato grazie alla preziosa collaborazione con il Collegio Nazionale Capitani Lungo Corso e Macchina di cui sono Responsabile Nazionale per il Diporto ed il cui presidente Comandante Giorgio Blandina ringrazio personalmente, visto che oggi è tra noi.
Gli Utenti registrati nel nuovo database che vedrà la luce entro la fine del mese sono già diventati 782 il che porta il numero totale a 3.166 professionisti.

Quanti numeri!... domani direte ai vostri colleghi "ieri Costabile ha dato i numeri".

Ma perdonatemi, i numeri sono importanti perché aiutano a pensare.
Servono per fare programmi a lungo termine.
Sono alla base di ogni serio modello di sviluppo economico.

Ed io non riesco ancora ad accontentarmi dei (tanti) numeri che ho attualmente a disposizione, vorrei fare di meglio e di più per poter rispondere alla crescente richiesta di una pianificazione di sviluppo armonico del settore.

In questo momento di delicata transizione, ora che nuove leggi hanno sostanzialmente modificato l'assetto generale del mercato esistono domande cui dovremmo poter rispondere con esattezza.
L'emanazione del nuovo Codice ed i nuovi Titoli Professionali del Diporto hanno avuto l'effetto di destabilizzare i progetti di moltissime aziende e della quasi totalità dei Marittimi coinvolti nel settore. Tutti hanno dovuo in un modo o nell'altro, fare di nuovo i conti con le proprie prospettive.

Alcune piccole aziende cercano di riconvertirsi in Scuole o Circoli Nautici, altre più grandi e articolate si attrezzano per diventare Tour Operators a tutti gli effetti. Ci sono imprese a carattere familiare che provano la carta del noleggio investendo sulla formazione professionale dei propri figli ed altre che esportano barche e impresa nelle vicine Grecia e Croazia. Ci sono Tour Operators che compartecipano ad Associazioni per riuscire ad offrire imbarchi individuali agli iscritti. Come sempre esistono Scuole che fanno charter chiamati crociere didattiche e armatori privati che tentano a tutti i costi di ripagarsi la barca di famiglia iscrivendola come unità commerciale e prendendola poi in locazione dalla stessa agenzia a cui l'hanno data in gestione.

Tutto questo mentre un gran numero di compagnie armatrici gestisce quotidianamente il problema di affrontare un libero mercato rimanendo entro i termini dettati dalla corretta concorrenza e mediatori storici dalla lunghissima esperienza si confrontano con il mercato internazionale potente e agguerrito che esibisce migliaia di unità sull'internet.

E' un dato di fatto: il mercato è in stato di fibrillazione e tutti cercano di adeguarsi per non affondare.

E in questo panorama facciamoci pure alcune domande.
Quali barche dovranno comprare questi Operatori nei prossimi 5 anni?
Su quali mercati e con quali formule potranno lanciarle?
Potranno mai avere accesso a quell'enorme mercato che il turismo di massa rappresenta?
In Italia abbiamo 36.000.000 di turisti ogni anno, quanti di questi vanno in barca?
Non attenderò la risposta per chiedere ancora: "E perché così pochi turisti vanno in barca?"

Ho ipotizzato tempo fa e in altra sede che se una cordata di imprenditori, opportunamente agevolata dalle leggi e dagli enti locali, investisse 500 milioni di euro in barche da cabotaggio costiero per far nascere una offerta di turismo di massa in sinergia con gli Operatori Charter il gruppo potrebbe ricavare un utile di 80 milioni nel primo anno portando un indotto economico superiore a 320 milioni nel settore turistico nazionale e dando lavoro a circa 10.000 persone nel comparto (e questo dando per certo che ogni nuova imbarcazione costruita consente maggiore occupazione in misura di 1,9 unità lavorative, e che il numero salga a 9,9 se viene considerato l’intero indotto turistico-costiero).
E' una ipotesi percorribile?
Ne parliamo con qualche imprenditore di ampie vedute?
Meglio di no, prima occorrono numeri seri e certi. Ma se anche non ci interessassero investimenti di centinaia di milioni, se anche la domanda fosse solo su un investimento di due/trecentomila euro, se anche solo uno di voi mi chiedesse "che ne pensi se compro un X-Yachts da mettere in charter" anche allora gli risponderei vediamo i numeri, vediamo come tira il mercato, vediamo cosa avviene questo inverno...

E non esistono solo le barche, ci sono anche gli uomini che sulle barche lavorano e qui si innesca un'altra variabile che non si può ignorare se si parla di turismo nautico. I Marittimi del Diporto.
Ma quanti sono? Un migliaio o più di cinquemila?
Su Yachts.it ieri sera ne ho contati 3.166 ma al ritmo a cui si iscrivono questa mattina potrebbero essere già diventati 3.200.
Cosa fanno queste persone?
Di cosa vivono e come si collocano in questo mondo?
Cosa faranno in futuro se la loro esperienza nel charter spesso non determinerà ottenimento di alcun riconoscimento professionale?

I regolamenti prevedono una gerarchia di ben 4 differenti titoli per chi conduce unità da diporto adibite al noleggio distinguendo tra Conduttore, Ufficiale, Capitano, Comandante ma poi ci accorgiamo che la legge si è interessata solo di quei pochi che sono imbarcati sulle Navi da Diporto.
Si tratta di poche centinaia di unità che a forza di sgravi fiscali si tenta di far rientrare nella bandiera italiana, degnissima ed apprezzabile manovra che purtroppo è in grado di garantire lavoro solo a a poche centinaia di addetti.

Il grande numero non è nelle navi, è tutto nelle imbarcazioni. Forse 4.500 unità forse 6.000, vorrei tanto saperlo con precisione, che impiegano migliaia di persone sulle barche ed in terra.

Ma queste potrebbero essere solo opinioni, magari condivise da migliaia di persone, ma pur sempre opinioni.
Almeno finché non avremo i numeri esatti.

E questi numeri, se lavoreremo bene, ce li potrà dare solo l'Osservatorio Nazionale del Turismo Nautico

Io mi auguro un giorno di essere nuovamente invitato ad una Giornata Nazionale del Charter per dire
a questo settore occorrono esattamente 5700 posti barca da adibire al charter entro il 2010
per dare lavoro stabile a 22.800 persone impiegate in aziende che contribuiranno al Prodotto Interno Lordo italiano con 456 milioni di euro/anno
a questo settore occorrono 1.900 comandanti, 2.470 stewards, hostess e marinai tutti professionalmente preparati e con le carte in regola, sempre entro la stagione 2010,

fate le leggi che vi pare ma fate presto, perché qui si lavora,
seriamente
e per il bene di tutta la collettività.

Grazie.

Michele Costabile
Editore di http://www.yachts.it

torna al programma

 
A.I.N.U.D.
Associazione Italiana Noleggio Unita da Diporto
Member of European Board of Yacht Charter Associations